dieta tiroidite hashimoto

Cibi sì e no in caso di tiroidite di Hashimoto

Cos’è la tiroidite di Hashimoto

La tiroidite di Hashimoto è una patologia autoimmune che colpisce la tiroide ed è la variante più rara di tiroidite, caratterizzata da un aumento di volume del collo, cosa che non accade nelle altre forme di tiroidite.

Secondo le statistiche dell’Istituto Superiore di Sanità colpisce dal 5 al 15% della popolazione italiana femminile e dal 3 al 5% di quella maschile.

Che tipo di dieta seguire con la tiroidite di Hashimoto?

Essendo una malattia autoimmune si possono tamponare gli effetti e imparare a convivere con essa in modo assolutamente semplice.

I soggetti con Tiroidite di Hashimoto necessitano di una cura ormonale per poter stare meglio ma un’alimentazione sana insieme ad alcuni accorgimenti nutrizionali fanno la loro parte. Considerando che la patologia determina l’infiammazione dei tessuti, a causa dell’attacco immunitario verso la tiroide, servirà privilegiare un tipo di alimentazione fortemente antinfiammatoria.

In secondo luogo le persone con tiroidite di Hashimoto tendono ad avere un metabolismo rallentato e quindi prendere peso molto più facilmente, pertanto è importante mantenere attivo il metabolismo facendo 5 pasti al giorno: gli spuntini sono molto importanti e non devono mai mancare ma soprattutto devono essere fatti consumando alimenti salutari.

La dieta deve essere sempre ben bilanciata e quindi completa di carboidrati, proteine e grassi ma bisogna prestare molta attenzione alla qualità degli alimenti che introduciamo.

Quali cibi assumere con tiroidite di Hashimoto?

In generale, l’alimentazione dei soggetti con Tiroidite di Hashimoto deve essere un’alimentazione varia e completa, ma soprattutto antinfiammatoria con particolare attenzione all’introduzione di alimenti ricchi di vitamine, sali minerali e sostanze antiossidanti.

Dunque sì a cereali integrali (avena soprattutto), frutta e verdura ricca di fibre, pane e pasta integrali, frutta secca, olio extravergine di oliva e spezie come zenzero e curcuma.

Menzione particolare per:

  • Omega 3: sono degli acidi grassi essenziali che troviamo in tutti i semi oleosi, ma principalmente nei semi di lino, in quelli di canapa e nelle noci.
  • Selenio e zinco: entrambi sono nutrienti essenziali per il funzionamento della tiroide: una loro carenza infatti può essere lo scatenante della tiroidite latente. Il selenio ha inoltre un potere antiossidante che è in grado di sostenere l’organismo durante lo stato infiammatorio. La migliore fonte di selenio sono le noci brasiliane e le noci di macadamia che ne risultano particolarmente ricche. Per quanto riguarda lo zinco invece lo troviamo nei semi di zucca e lievito alimentare. Se necessario si può ricorrere ad integratori.

Quali cibi evitare se si ha la tiroidite di Hashimoto?

È preferibile consumare alimenti di provenienza biologica in quanto l’uso di antibiotici o altre sostanze chimiche possono stimolare maggiormente la risposta immunitaria e quindi peggiorare la reazione autoimmune. Per lo stesso motivo è consigliabile limitare il più possibile l’assunzione di glutine, una proteina che può scatenare delle reazioni avverse a livello intestinale coinvolgendo il sistema immunitario. Un’altra categoria di alimenti da consumare con parsimonia sono i latticini poiché anche questi contengono delle molecole pro-infiammatorie. Ulteriori limitazioni riguardano l’assunzione della soia, che dovrebbe essere completamente evitata da soggetti affetti da tiroidite di Hashimoto e il consumo di verdure appartenenti alla famiglia delle crucifere, ovvero cavoli, broccoli, broccoletti, verza, cavolfiore: tali verdure contribuiscono a sequestrare iodio, un minerale fondamentale per il funzionamento della tiroide.

Menzione particolare per:

  • Istamina: come in molte patologie autoimmuni a carattere infiammatorio, ridurre la quantità di istamina presente nell’alimentazione può essere un buon punto di partenza per calmare i sintomi infiammatori. Gli alimenti più ricchi di istamina sono funghi, affettati, cacao, pesci conservati (scatolame), solanaceae, formaggi stagionati e moltissimi altri. Attenzione: ridurre non significa eliminare, occorre bilanciare la dieta per ridurre l’istamina rilasciata dagli alimenti senza incorrere in carenze.
  • Iodio: nella tiroidite di Hashimoto in linea di massima lo iodio va limitato visto che potrebbe creare un’eccessiva stimolazione della ghiandola riacutizzando l’effetto autoimmune. Chi invece è in cura ormonale sostitutiva della funzione tiroidea non ha problemi collegati al consumo di iodio.
  • Alimenti gozzigeni: in natura esistono degli alimenti dal potere gozzigeno (che rallentano la tiroide) e altri anti-gozzigeni. Tra i gozzigeni più famosi abbiamo le brassicaceae: cavoli, broccoli, cavolfiore, ravanelli, cavolini di Bruxelles. Questi sono da limitare in caso di ipotiroidismo non trattato e da distanziare dall’assunzione dei farmaci per la tiroide se vengono presi.

In definitiva l’alimentazione in caso di tiroidite di Hashimoto non ha un unico protocollo applicabile a tutti, ma deve essere valutato caso per caso da un professionista in nutrizione.