ritardo psicomotorio cause genetiche

Le cause genetiche del ritardo psicomotorio

Cos’è il ritardo psicomotorio?

Il ritardo psicomotorio è una condizione caratterizzata da uno sviluppo delle capacità motorie, cognitive e linguistiche inferiore a quanto atteso per l’età del bambino. Questo ritardo può manifestarsi in diverse aree, tra cui:

  • Movimento: il bambino può avere difficoltà a tenere la testa eretta, a rotolare, a gattonare, a camminare o a salire le scale. Può anche avere problemi con la coordinazione o la destrezza manuale.
  • Cognizione: il bambino può avere difficoltà a imparare a parlare, a comprendere il linguaggio, a risolvere problemi o a pensare in modo astratto.
  • Linguaggio: il bambino può avere difficoltà a parlare, a formare frasi complete o a comprendere il linguaggio degli altri.

Segni e sintomi del ritardo psicomotorio

I segni e i sintomi del ritardo psicomotorio possono variare da bambino a bambino, ma alcuni dei più comuni includono:

  • Rilassamento muscolare eccessivo o insufficiente
  • Movimenti goffi o scoordinati
  • Difficoltà a stare seduti, a gattonare o a camminare
  • Ritardo nello sviluppo del linguaggio
  • Difficoltà a comprendere le istruzioni
  • Problemi di apprendimento
  • Scarsa attenzione e concentrazione
  • Iperattività

Cause del ritardo psicomotorio

Le cause del ritardo psicomotorio possono essere diverse, tra cui:

  • Cause genetiche: alcune condizioni genetiche, come la sindrome di Down o la sindrome di Fragile X, possono causare ritardo psicomotorio.
  • Infezioni prenatali o perinatali: alcune infezioni che colpiscono il bambino durante la gravidanza o il parto possono danneggiare il cervello e causare ritardo psicomotorio.
  • Lesioni cerebrali: traumi alla testa, ictus o mancata ossigenazione del cervello possono causare danni cerebrali che possono portare a ritardo psicomotorio.
  • Prematurità: i bambini nati prematuri possono avere un maggior rischio di sviluppare ritardo psicomotorio.
  • Esposizione a sostanze tossiche: l’esposizione a sostanze tossiche, come l’alcol o la droga, durante la gravidanza o nei primi anni di vita può causare danni cerebrali e ritardo psicomotorio.
  • Carenze nutrizionali: gravi carenze nutrizionali, come la carenza di ferro o di iodio, possono causare ritardo psicomotorio.

Come riconoscere il ritardo psicomotorio? 

Il termine “sviluppo psicomotorio” racchiude quel periodo cruciale della vita infantile in cui il bambino conquista una serie di abilità che gli permettono di interagire con il mondo che lo circonda. Si tratta di un processo graduale e sequenziale, scandito da tappe ben definite che, seppur con variabilità individuali, seguono un ordine preciso.

È naturale che i genitori si preoccupino se il proprio figlio non raggiunge una specifica “fase” dello sviluppo (stare seduto, gattonare, parlare) nei tempi previsti. In alcuni casi, sono gli educatori o il pediatra a segnalare possibili ritardi. In queste situazioni, il pediatra può consigliare una valutazione neuropsichiatrica infantile.

Un’équipe di specialisti, composta da neuropsichiatra infantile, terapista della neuropsicomotricità dell’età evolutiva, logopedista e psicologo, valuterà attentamente il livello di sviluppo del bambino.

Data la complessità e la dinamicità di questo periodo di vita, spesso il quadro iniziale si chiarisce con il tempo. Nei primi anni, alcuni bambini potrebbero ricevere una diagnosi generica di ritardo psicomotorio, che in seguito si evolverà in quadri più specifici come disabilità intellettiva, disturbi dello spettro autistico, sordità o alterazioni cromosomiche (ad esempio, la sindrome dell’X fragile).

Diagnosi di ritardo psicomotorio: criteri e variabilità

La diagnosi di ritardo psicomotorio viene generalmente effettuata da un pediatra o da un neuropsichiatra e si basa su una valutazione dello sviluppo del bambino, che può includere:

  • Esame fisico: valutazione delle capacità motorie, valutazione delle capacità cognitive, valutazione del linguaggio
  • Esami del sangue
  • Esami di imaging cerebrale

Trattamento del ritardo psicomotorio

Il trattamento del ritardo psicomotorio dipende dalla causa sottostante e dalla gravità del ritardo. Il trattamento può includere:

  • Terapia occupazionale: aiuta il bambino a sviluppare le sue capacità motorie e la coordinazione.
  • Fisioterapia: aiuta il bambino a sviluppare la forza, la flessibilità e l’equilibrio.
  • Logopedia: aiuta il bambino a sviluppare le sue capacità di linguaggio e comunicazione.
  • Terapia cognitiva: aiuta il bambino a sviluppare le sue capacità di pensiero, apprendimento e problem solving.
  • Farmaci: in alcuni casi, possono essere utilizzati farmaci per trattare i sintomi del ritardo psicomotorio, come l’iperattività o l’ansia.

Prognosi per il ritardo psicomotorio

La prognosi per il ritardo psicomotorio varia da bambino a bambino. In alcuni casi, il bambino può recuperare completamente il ritardo nello sviluppo. In altri casi, il bambino può avere bisogno di supporto continuo per tutta la vita. Tuttavia, con un intervento precoce e appropriato, la maggior parte dei bambini con ritardo psicomotorio può migliorare le proprie capacità e vivere una vita produttiva e appagante.

È importante ricordare che il ritardo psicomotorio non è un segno di intelligenza inferiore. I bambini con ritardo psicomotorio possono imparare e crescere come tutti gli altri bambini. Con il giusto supporto, possono raggiungere il loro pieno potenziale.

Diagnosi e sconforto dei genitori

La diagnosi di ritardo psicomotorio, seppur spesso transitoria, può generare nei genitori sconforto e preoccupazione.

  • Dubbi e sensi di colpa: i genitori si interrogano sulla possibilità di recuperare il ritardo e possono provare sensi di colpa per non aver adeguatamente stimolato il bambino.
  • Familiarità e fattori di rischio: spesso i genitori riferiscono di aver avuto a loro volta uno sviluppo psicomotorio lento, suggerendo una possibile familiarità per il ritardo. Tale familiarità potrebbe dipendere da una maturazione rallentata dei centri e delle vie nervose, causata da fattori ambientali, organici o genetici.

La presenza di casi di ritardo psicomotorio in famiglia suggerisce una possibile componente genetica. Altre volte si riscontrano alterazioni cromosomiche, anche se non sempre se ne comprende il significato completo.

Fattori che influenzano lo sviluppo psicomotorio

Fattori ambientali

Oltre ai fattori genetici, lo sviluppo psicomotorio è influenzato da fattori ambientali, ovvero dalle esperienze e dal contesto di vita del bambino. Tra questi:

  • Ipostimolazione: una stimolazione insufficiente o inappropriata, sia quantitativa che qualitativa, può rallentare lo sviluppo. Esempi: uso eccessivo di sdraiette, anticipazione di ogni bisogno senza attendere la richiesta del bambino.
  • Malattie croniche: soprattutto se comportano frequenti ospedalizzazioni, possono influenzare negativamente lo sviluppo.
  • Abitudini pedagogiche inadeguate: non rispettare i tempi del bambino o non curare l’ambiente in cui vive, limitando l’esplorazione, possono avere un impatto negativo.
  • Isolamento sociale: la mancanza di interazioni e stimoli sociali può influenzare negativamente la maturazione neurologica.

Maturazione neurologica e fattori esterni:

La maturazione neurologica del bambino è influenzata dall’apprendimento e dalle esperienze. Il contesto, gli aspetti psicologici, affettivi e relazionali possono accelerare o inibire tale maturazione. Danni encefalici precoci di lieve entità possono interferire con le prime fasi di maturazione, ma spesso il cervello è in grado di ripararli, permettendo un buon recupero.

Prematurità e sviluppo psicomotorio

La prematurità, soprattutto se associata a basso peso alla nascita, può causare alterazioni del tono muscolare, della postura e un ritardo nell’acquisizione delle capacità motorie. I neonati prematuri tendono ad acquisire le abilità neuromotorie più tardi rispetto ai nati a termine. Tale ritardo è però correlato al grado di prematurità ed è da considerarsi “normale”. Il pediatra, durante i bilanci di salute, valuterà se è necessario un approfondimento diagnostico.

Disturbi percettivi

Alcuni studi indicano che un disturbo percettivo potrebbe essere un fattore chiave e prevalente nei bambini con ritardo psicomotorio. Questo disturbo impedirebbe loro di organizzare e regolare correttamente i programmi motori. In pratica, il bambino non integra correttamente le informazioni sensoriali e non le usa per pianificare il movimento da compiere.

Un esempio: immaginare di sollevare un tavolo che sembra leggero, ma che si rivela più pesante del previsto. Il bambino con disturbo percettivo potrebbe non aver valutato correttamente il peso, causando difficoltà nel movimento.

Sviluppo delle capacità motorie

In generale, le competenze motorie globali (camminare, stare in piedi) tendono a migliorare nel tempo, anche se con un ritardo nell’acquisizione. Tuttavia, possono persistere difficoltà nelle abilità motorie fini (infilare, impilare, aprire/chiudere) e complesse (palleggiare, salti incrociati).

Queste difficoltà interferiscono con le diverse fasi di elaborazione e controllo del movimento.

È fondamentale una diagnosi precoce e accurata per identificare la causa del ritardo psicomotorio. In base alla causa, si può intervenire con interventi specifici, come:

  • Terapia occupazionale per migliorare le capacità motorie e la coordinazione.
  • Fisioterapia per sviluppare forza, flessibilità ed equilibrio.
  • Logopedia per migliorare linguaggio e comunicazione.
  • Terapia cognitiva per potenziare pensiero, apprendimento e problem solving.

Il supporto psicologico è importante sia per il bambino che per la famiglia.