sindrome di Beckwith-Wiedemann

Cos’è e come si trasmette la sindrome di Beckwith-Wiedemann

Cos’è sindrome di Beckwith-Wiedemann?

La sindrome di Beckwith-Wiedemann è una malattia genetica rara che colpisce un bambino su diecimila. La sua caratteristica principale è l’iperaccrescimento: i bambini tendono a crescere più del dovuto e spesso presentano la macroglossia, ovvero l’ingrossamento della lingua. I bambini colpiti possono presentare anche altri sintomi, come ingrossamento degli organi, ipoglicemia neonatale o macchie rossastre sulla cute oltre che un aumentato rischio di tumori pediatrici, come il tumore di Wilms.

Per tale motivo è stato recentemente introdotto il concetto di spettro della sindrome di Beckwith-Wiedemann, che indica un insieme di possibili forme della malattia, includendo sotto un’unica definizione le forme più lievi e quelle più complesse, poiché accomunate dalla stessa alterazione genetica.

Cause della sindrome di Beckwith-Wiedemann

Non si tratta di una malattia genetica classica, come la fibrosi cistica, causata dalla mutazione di un singolo gene. Nel caso della sindrome di Beckwith-Wiedemann subentrano meccanismi genetici e/o epigenetici, ovvero fattori che controllano l’espressione dei geni a livello della regione cromosomica 11p15.5.

Si distinguono 4 principali sottotipi molecolari che si associano ad un quadro clinico più o meno severo per i diversi sintomi. Ad esempio per la predisposizione allo sviluppo di tumore.

Ogni individuo possiede due copie del cromosoma 11, una ereditata dal padre e l’altra dalla madre. Per la maggior parte dei geni del cromosoma 11 sono “accese” entrambe le copie: sia quella ereditata dal padre sia quella ereditata dalla madre. Ma per alcuni geni di una regione particolare del cromosoma 11, denominata 11p15.5, è “accesa” soltanto la copia ereditata dalla madre ed è “spenta” la copia ereditata dal padre. Per altri geni della stessa regione, al contrario, è “accesa” soltanto la copia del padre ed è “spenta” la copia della madre. Questo fenomeno, che prende il nome di imprinting è causato dalla metilazione, un processo che può attivare o disattivare alcuni specifici geni.

Come si trasmette?

Nell’85-90% dei casi la sindrome è sporadica: chi ne soffre non ha precedenti in famiglia ma in un 10-15% dei casi è presente una trasmissione familiare di tipo autosomico dominante: nei bambini che hanno ereditato la malattia è presente una copia normale del gene mentre l’altra copia è mutata.

Le forme sporadiche dipendono in genere da una ridotta attività dei geni di origine materna, oppure da un’attività eccessiva di quelli di origine paterna. Le due anomalie possono essere causate sia da alterazioni nella struttura dei cromosomi sia da metilazione del DNA che porta ad un aumento della sintesi di alcune proteine, che si traduce in un’eccessiva tendenza alla crescita.

Recenti studi associano le nascite da fecondazione assistita e l’insorgenza di questa sindrome, oppure ancora, le mamme di bambini affetti da questa malattia hanno spesso qualche problema di tipo riproduttivo; ad esempio possono avere una difficoltà nel concepimento e diversi aborti spontanei.

Quali sono i sintomi della sindrome di Beckwith-Wiedemann?

Nel bambino si osserva una crescita anomala degli arti, oltre all’ingrossamento della lingua ma ci sono altri sintomi minori che raramente si presentano contemporaneamente nell’individuo.

Tutti i sintomi si legano spesso a problemi oncologici, in particolare, il tumore di Wilms (al rene) e l’epatoblastoma (fegato). In epoca prenatale, inoltre, alcuni bambini hanno un difetto nella chiusura della parete addominale.

Quali sono le aspettative di vita?

L’aspettativa di vita è alta. Tutto dipende dal superamento dei problemi nella prima infanzia e nella fase della crescita: se vengono superati, la persona potrà poi avere una vita normale, pur continuando naturalmente ad essere monitorata, specialmente per quanto riguarda il decorso di eventuali conseguenze oncologiche, le quali, però, come dicevamo, riguardano l’insorgenza di tumori infantili.

Dall’adolescenza in avanti, il rischio oncologico diminuisce molto. Per quanto riguarda l’iperaccrescimento, le operazioni agli arti bloccano la crescita eccessiva nei primi anni di vita del bambino così come la macroglossia può richiedere un intervento chirurgico risolutivo durante l’infanzia.

Quali sono le possibilità di cura?

Non esiste terapia. È necessario un attento follow-up con controlli ogni 3-4 mesi. Alcune manifestazioni (come l’onfalocele, la macroglossia o l’asimmetria scheletrica) vengono trattate chirurgicamente. In caso di ipoglicemia neonatale, la situazione va tenuta sotto stretto controllo fino a 10 anni, inoltre, i bambini colpiti sono sottoposti a frequenti monitoraggi per effettuare una diagnosi il più precoce possibile in caso di tumore.