Sindrome di alport

Cos’è e come si manifesta la sindrome di alport o nefrite ereditaria

Cos’è la sindrome di Alport?

La sindrome di Alport fu descritta nel 1927 dal Dott. Artur Cecil Alport che individuò la presenza di numerosi casi di ematuria e sordità in diversi componenti di una stessa famiglia.

La patologia è causata da un difetto della sintesi del collagene con prevalente interessamento del sistema renale, uditivo e visivo. La sindrome di Alport può colpire anche gli occhi causando anomalie oculari tra cui la cataratta, lenticono, cheratocono e danni alla retina.

Sono descritte tre forme con caratteristiche di trasmissione ereditaria diverse:

  • Legata al cromosoma X che rappresenta circa l’80% dei casi. In questa forma, i maschi sono più gravemente e precocemente colpiti delle femmine, in quanto il gene mutato (COL4A5) è localizzato sul cromosoma X e i maschi avendo una singola copia manifestano subito la malattia a differenza delle donne che avendo due X potrebbero avere il gene “sano” che compensa quello “malato”;
  • Forma autosomica recessiva, legata ad alterazioni dei geni COL4A3 o COL4A4, trasmessa da entrambi i genitori, che sono portatori dei geni alterati;
  • Forma autosomica dominante, legata, anche in questo casi, ad alterazioni dei geni COL4A3 o COL4A4, ma trasmessa solo da uno dei due genitori.

Come si trasmette la sindrome di Alport?

La sindrome di Alport è causata da una mutazione in uno dei diversi geni (COL4A3 – COL4A4 – COL4A5) che controlla la produzione della proteina del collagene di tipo IV.

Questi geni sintetizzano 3 diverse proteine, rispettivamente chiamate catene α3, α4 e α5, che vanno a formare il Collagene IV. Queste catene sono componenti essenziali della membrana basale del glomerulo renale, cioè dell’unità filtrante del rene. L’alterazione di questa struttura causa la perdita nelle urine di sangue (ematuria) e proteine (proteinuria). Le stesse catene α sono presenti nell’occhio e nell’orecchio, motivo per il quale questi organi sono spesso coinvolti nella malattia.

Il collagene è una proteina che costituisce la struttura fondamentale del tessuto connettivo e concorre alla formazione delle pareti dei vasi, delle cartilagini, dei legamenti, dei tendini, delle ossa e rappresenta un componente indispensabile della struttura delle membrane basali dei reni, degli occhi e dell’orecchio.

Geneticamente, la sindrome di Alport è prevalentemente legata al cromosoma X che ne rappresenta la forma più comune, associata a mutazioni genetiche del gene COL4A5 che determina alterazioni della catena α5 del gene del collagene tipo IV. Vi è poi la forma autosomica dominante, associata a mutazioni dei geni COL4A4 e COL4A3 e la forma autosomica recessiva dovuta a mutazioni del gene COL4A3 o COL4A4 codificanti le catene ALFA-3 e ALFA-4.

Quali sono i sintomi della Sindrome di Alport

La sindrome di Alport colpisce sempre i reni. Molte persone hanno anche problemi e anomalie degli occhi ed orecchie, perché le proteine ​​del collagene tipo IV sono importanti per la normale struttura e funzione dell’orecchio interno e l’occhio. Altri segni e sintomi possono includere:

  • il sangue nelle urine (ematuria);
  • proteine ​​nelle urine (proteinuria);
  • alta pressione sanguigna;
  • gonfiore alle gambe, caviglie, piedi e intorno agli occhi.

Vediamo nel dettaglio come vengono colpiti gli organi dalla patologia:

  • Reni: Il primo sintomo che si manifesta è l’ematuria, dopodiché, verso l’adolescenza il soggetto svilupperà anche la proteinuria e la pressione alta. Le ragazze con la sindrome di Alport di solito non hanno proteine ​​nelle urine e la pressione alta con un decorso simile a quello dei ragazzi, infatti possono sviluppare questi sintomi anche in età adulta.
  • Orecchie: circa l’80% dei ragazzi con sindrome di Alport svilupperà la perdita progressiva dell’udito da entrambe le orecchie dall’adolescenza in poi. Le ragazze con la sindrome di Alport possono anche sviluppare la perdita progressiva dell’udito, ma meno frequentemente rispetto ai ragazzi, e di solito più tardi rispetto ai maschi.
  • Occhi: circa il 15% degli uomini con sindrome di Alport hanno un’anomalia nella forma della lente chiamata lenticono anteriore e possono sviluppare la cataratta. A livello dell’occhio possono essere presenti lesioni retiniche e ipertensione endoculare con alterazione della capacità dei nostri occhi di percepire gli oggetti con nitidezza.

Come curare la sindrome di Alport?

Al momento non esiste alcuna terapia specifica per la sindrome di Alport pertanto i protocolli clinici prevedono uno stretto controllo nefrologico (esame del sangue e delle urine), otorinolaringoiatrico (esame audiometrico) e oftalmologico.

L’approccio è preventivo e sintomatico stabilendo dei regimi terapeutici farmacologici o dietetici, per tentare di rallentare la progressione verso l’insufficienza renale terminale.

Nei bambini è di fondamentale importanza effettuare una terapia idonea a rallentare il decorso dell’insufficienza renale cronica. Il trattamento conservativo è indirizzato ad una corretta alimentazione ipoproteica che può contribuire a ritardare l’inizio della dialisi.

Il danno uditivo è rappresentato da una sordità neurosensoriale bilaterale e progressiva tale da dare seguito all’utilizzo degli apparecchi acustici e determina una riduzione della comprensione verbale, soprattutto nel rumore che, associata ai difetti visivi (lenticono, retinopatia), altera i normali rapporti sociali e le potenzialità lavorative sfociando in fenomeni di isolamento e depressione. L’applicazione degli apparecchi acustici è un atto terapeutico fondamentale per limitare e bloccare tali conseguenze.

A livello renale, problema principale della sindrome di Alport, determina una delle forme più gravi di nefrite – responsabile dell’1-2% dei casi d’insufficienza renale in tutta Europa – obbligando il paziente ad affrontare un lungo iter clinico di dialisi e successivo trapianto.