Gene FTO e Obesità

Gene FTO e obesità: cosa sappiamo davvero su rischio, fame e dieta

📅 Pubblicazione: 25 Settembre 2026
🔄 Ultimo aggiornamento: 27 Agosto 2026
✒️ Autore: Roberto Di Giammarco

Il gene FTO è diventato uno dei simboli della genetica dell’obesità, ma viene spesso raccontato in modo troppo semplice. Le varianti presenti nel locus FTO sono effettivamente tra le associazioni genetiche più solide e replicate con indice di massa corporea (BMI) e obesità. Non esiste, però, un “gene che fa ingrassare” capace di determinare da solo il peso di una persona.

Una meta-analisi pubblicata nel 2026, comprendente 41 studi e 34.206 adulti di 27 Paesi, ha confermato l’associazione di diverse varianti FTO con l’obesità, in particolare rs9939609 e rs1421085. L’entità dell’associazione varia però in base alla variante, alla popolazione e al modello genetico considerato.

Il punto più importante è proprio questo: FTO modifica una predisposizione, non stabilisce un destino.

In breve

  • Le varianti più studiate si trovano nella regione FTO del cromosoma 16.
  • rs9939609 e rs1421085 sono associate a un maggiore rischio statistico di obesità.
  • Alcuni meccanismi coinvolgono i circuiti cerebrali dell’appetito e la regolazione di IRX3 e IRX5 nel tessuto adiposo.
  • Essere portatori di una variante di rischio non impedisce di perdere peso.
  • Attualmente non esiste una “dieta FTO” clinicamente validata.
  • Un test genetico indica una predisposizione, non diagnostica l’obesità e non può prevedere da solo il peso futuro.

Cos’è il gene FTO

FTO si trova sul cromosoma 16, nella regione 16q12.2, e codifica una proteina con attività di demetilazione degli acidi nucleici. Il gene è espresso in diversi tessuti e presenta un’espressione importante anche nel cervello.

Quando si parla di “gene FTO dell’obesità”, però, è utile fare una distinzione. Molte delle varianti associate al BMI si trovano in regioni non codificanti del locus FTO: questo significa che l’associazione genetica con l’obesità non dipende necessariamente da una modifica diretta della proteina FTO.

Uno degli SNP, cioè una variazione di una singola base del DNA, più studiati è rs9939609. Nelle popolazioni di origine europea l’allele A è generalmente considerato l’allele associato a un BMI maggiore.

Lo studio fondamentale pubblicato su Science nel 2007 rilevò una frequenza dell’allele A intorno al 39% nei campioni europei di popolazione analizzati, mentre nei dati HapMap europei era circa il 45%. Non significa quindi che “il 44% delle persone possiede la variante”: frequenza dell’allele e percentuale di persone portatrici non sono la stessa cosa.

Nello stesso studio, circa il 16% degli adulti era omozigote per l’allele di rischio. Questi soggetti pesavano mediamente circa 3 kg in più e presentavano odds di obesità circa 1,67 volte quelle dei soggetti senza l’allele di rischio.

 

Sono differenze statistiche medie osservate nella popolazione, non previsioni del peso di una singola persona.

Per una panoramica più ampia sul rapporto fra ereditarietà e ambiente puoi leggere anche La predisposizione genetica all’obesità.

Come FTO può influenzare il peso

La biologia è più interessante — e più complessa — dell’idea di un semplice “gene dell’obesità”.

FTO, appetito e segnali di fame

Alcuni studi sperimentali suggeriscono un coinvolgimento dei segnali che regolano fame, sazietà e risposta cerebrale al cibo. Uno studio pubblicato sul Journal of Clinical Investigation ha osservato nei soggetti AA per rs9939609 differenze nella regolazione della grelina, ormone coinvolto nella fame, e nella risposta di alcune aree cerebrali agli stimoli alimentari. Gli autori hanno inoltre studiato un possibile meccanismo molecolare collegato all’attività di FTO. Studio Karra et al., 2013.

Questi risultati offrono un possibile meccanismo biologico, ma non significano che ogni portatore dell’allele A avrà più fame o mangerà necessariamente di più. Gli studi sull’appetito umano non hanno prodotto risultati perfettamente uniformi.

Il collegamento con IRX3, IRX5 e la termogenesi

Una delle scoperte più importanti riguarda la variante rs1421085. In uno studio sperimentale pubblicato sul New England Journal of Medicine, la variante di rischio alterava un sito regolatorio per ARID5B, aumentando l’espressione di IRX3 e IRX5 durante la differenziazione delle cellule adipose. Il circuito favoriva un programma cellulare maggiormente orientato all’accumulo energetico e riduceva la termogenesi. Claussnitzer et al., 2015.

È quindi più corretto dire che alcune varianti presenti nel locus FTO possono modificare circuiti regolatori che raggiungono IRX3 e IRX5, anziché affermare semplicemente che “FTO accende IRX3 e IRX5”.

Anche in questo caso parliamo di un importante meccanismo sperimentale, non di un sistema che permette di calcolare quante calorie brucerà una persona partendo dal suo genotipo.

FTO nei bambini e negli adolescenti

L’associazione non riguarda soltanto gli adulti. Una revisione sistematica e meta-analisi del 2024 ha incluso 32 studi, con 14.930 bambini e adolescenti con obesità o sovrappeso e 24.765 controlli, per un totale di 39.695 partecipanti. L’analisi ha confermato associazioni fra obesità e varianti come rs9939609 e rs1421085. In particolare, rs1421085 mostrava uno degli effetti più evidenti nei modelli genetici analizzati.

Anche questi numeri descrivono probabilità a livello di popolazione. La meta-analisi non dimostra che il genotipo FTO, preso isolatamente, possa prevedere quali bambini svilupperanno obesità.

Quanto conta davvero FTO?

L’obesità comune è un tratto complesso e poligenico: intervengono moltissime varianti genetiche insieme a fattori biologici, sociali, ambientali e comportamentali. FTO è importante perché il suo segnale genetico è molto replicato, non perché spieghi da solo gran parte delle differenze di peso.

Nello studio del 2007, ogni copia dell’allele A di rs9939609 era associata mediamente a circa 0,4 kg/m² di BMI in più e circa 1,2 kg di peso corporeo in più negli adulti. Sono effetti rilevabili su grandi popolazioni ma relativamente piccoli sul singolo individuo. Frayling et al., 2007.

Anche la cosiddetta “ereditabilità” del BMI va interpretata con attenzione: è una misura statistica riferita alle differenze osservate in una popolazione, non la percentuale del peso di una persona “decisa dai geni”.

Attività fisica e stile di vita possono attenuare l’effetto di FTO?

Le evidenze dicono di sì, ma senza trasformare questa interazione in una formula matematica valida per tutti. Una grande meta-analisi su 218.166 adulti ha osservato che l’associazione fra allele di rischio FTO e odds di obesità risultava circa il 27% più debole nei soggetti fisicamente attivi rispetto agli inattivi. Nella stessa analisi l’interazione non venne invece dimostrata nei bambini e negli adolescenti. Kilpeläinen et al., 2011.

Ancora più rassicurante è ciò che emerge dagli studi sul dimagrimento. Una meta-analisi di dati individuali provenienti da otto trial randomizzati, per complessivi 9.563 adulti, non ha trovato differenze significative nella perdita di peso, BMI o circonferenza vita in funzione del genotipo FTO. Livingstone et al., BMJ 2016. In altre parole: avere una variante di rischio FTO non significa essere “resistenti” al dimagrimento.

Esiste davvero una dieta specifica per FTO?

Al momento, no. Esistono studi interessanti sulle interazioni tra FTO e macronutrienti, ma trasformarli in una prescrizione del tipo “hai questa variante, quindi devi seguire questa dieta” andrebbe oltre le prove disponibili.

FTO e dieta ricca di proteine

Nel trial POUNDS LOST, 742 adulti con obesità furono assegnati a quattro diete con differenti proporzioni di grassi, proteine e carboidrati. I portatori dell’allele di rischio di rs1558902 mostrarono risultati migliori su alcuni parametri di peso e composizione corporea quando assegnati alle diete ad alto contenuto proteico. Zhang et al., 2012. È un risultato interessante, ma non sufficiente per raccomandare una dieta iperproteica sulla base di FTO. La successiva meta-analisi dei trial randomizzati non ha infatti rilevato un vantaggio complessivo e riproducibile degli interventi dimagranti in funzione del genotipo.

Grassi e carboidrati

Uno studio osservazionale del 2009 su 4.839 partecipanti aveva rilevato un’interazione tra rs9939609 e distribuzione di grassi e carboidrati nella dieta. Sonestedt et al., 2009. Ma un’analisi molto più ampia, basata su 177.330 adulti di 40 studi, non ha trovato interazioni significative tra FTO e apporto totale di energia, proteine, carboidrati o grassi sul BMI. Qi et al., 2014. Non ci sono quindi basi sufficienti per prescrivere automaticamente una dieta povera di grassi, ricca di carboidrati o ricca di proteine partendo soltanto dal genotipo FTO.

Cosa ci dicono gli studi sui macronutrienti

Una meta-analisi di 56 studi, comprendente 213.173 adulti, ha trovato nei portatori delle varianti di rischio differenze statisticamente significative ma molto piccole nell’assunzione alimentare riferita: leggermente più grassi e proteine e, paradossalmente, circa 6 kcal al giorno in meno di energia dichiarata per allele di rischio. Gli stessi autori sottolineavano il possibile ruolo degli errori nella rilevazione della dieta. Livingstone et al., 2015. Una revisione scientifica pubblicata nel 2026 arriva a una conclusione prudente: la nutrizione di precisione basata su FTO è promettente, ma negli studi di intervento le differenze legate al genotipo sono generalmente modeste e dipendenti dal contesto.

Cosa può dirti un test genetico FTO

Un test può stabilire quale allele possiedi per una variante effettivamente analizzata. Da questo dato è possibile ricavare informazioni statistiche sulla predisposizione osservata negli studi.

Non può invece stabilire:

  • se diventerai obeso;
  • quale sarà il tuo peso futuro;
  • quante calorie dovresti assumere;
  • quale dieta ti farà sicuramente dimagrire;
  • se un problema di peso ha una causa esclusivamente genetica.

Per interpretare correttamente un risultato bisogna sapere quale SNP è stato analizzato, quale allele viene considerato di rischio, su quali popolazioni sono basati i dati e qual è l’entità dell’associazione.

La pagina attuale del Test di Predisposizione alle Malattie Genetiche di DNA Express indica l’obesità tra i sei disturbi della nutrizione compresi nel pannello di 34 condizioni.

Per approfondire il significato generale di questi esami puoi leggere come funzionano i test genetici di predisposizione e, prima di sottoporsi a un’analisi del DNA, è utile conoscere anche il tema della privacy dei dati genetici.

Quando confrontarsi con un professionista

Se l’obiettivo è perdere peso o gestire obesità e condizioni metaboliche, il genotipo FTO non dovrebbe sostituire una valutazione clinica e nutrizionale completa.

Un medico o endocrinologo può inquadrare eventuali condizioni associate; un dietista o nutrizionista può impostare l’intervento alimentare considerando stato di salute, fabbisogni e abitudini; un genetista può essere utile quando il quadro clinico o familiare rende indicato un approfondimento genetico.

 

Le informazioni contenute in questo articolo hanno finalità divulgativa e non sostituiscono diagnosi, trattamento o consulenza sanitaria individuale.

FAQ

Avere l’allele di rischio FTO significa che diventerò obeso?

No. Indica un aumento statistico della predisposizione. Non permette di prevedere il peso futuro di una singola persona.

Se ho una variante FTO posso dimagrire normalmente?

Sì. Nei trial randomizzati il genotipo FTO non ha mostrato una riduzione significativa della risposta agli interventi per la perdita di peso.

Chi ha FTO dovrebbe mangiare più proteine?

Non necessariamente. Un trial ha osservato un’interazione favorevole con una dieta più proteica per rs1558902, ma le prove complessive non sono sufficienti per prescrivere una dieta in base al solo genotipo.

Devo eliminare i grassi se possiedo l’allele di rischio?

No. Gli studi sulle interazioni FTO-grassi non sono abbastanza coerenti da giustificare una raccomandazione specifica basata esclusivamente sulla variante genetica.

Un test FTO diagnostica l’obesità?

No. Un test genetico di questo tipo fornisce informazioni sulla predisposizione. L’obesità è una condizione clinica complessa e non viene diagnosticata attraverso un singolo SNP.

FTO è importante anche nei bambini?

Sì, l’associazione con obesità è stata osservata anche in bambini e adolescenti. Ciò non significa però che un singolo test FTO possa prevedere individualmente chi svilupperà obesità.